Gna nénguə. Come nevica. 

Antonio Gerardo Marinelli con foto di Fabio Verdone

Nénguə. Gna nénguə. 

Appəccjeàte e ru fuóchə. 
Pəlzənéttə apuuieatə mbìzza mbìzza 
assópra àlla vreàscia. 
Àcqua jəleàta davéndrə alla tóina. 
Dóitə arcalca ru séulə a mendə 
assopra a lə vritiə nnumədoitə. 
Scàrpiunə undə chə cóteca fresca 
p’addəmeànə prondə. 
Pəsciuóttə appóisə daféurə. 
La nəvòira pə stestatə 
é chiaina. 
Nénguə. 
Doppə, 
lavèzzərə e pəscólla.

Nevica. Come nevica. 

Acceso è il fuoco. 
Paiolo appoggiato di lato, 
sopra la brace. 
Acqua gelida dentro la “tóina*”. 
Dito disegna il sole a memoria 
sopra il vetro appannato. 
Scarponi unti di grasso fresco 
sono pronti per domani. 
Stillicidi di acqua ghiacciata 
appesi fuori. 
La grotta per conservare la neve è piena. 
Dopo, pantano e pozzanghere. 

*Recipiente in rame con due manici. 

P.S. Per chiarimenti si possono fare domande ad Antonio Gerardo Marinelli a commento qui sotto o su Facebook sulla sua bacheca o sulla bacheca di Altosannio-Almosava. Sicuramente meriteranno una risposta.

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